La pioggia è tornata ad affacciarsi sul Garda come raramente è accaduto nel recente passato, con anche freddo e neve in alta quota, ma quello che si pensava potesse essere un importante fronte perturbato è gia destinato a lasciare spazio ad un clima più primaverile, accompagnato dal termine delle precipitazioni.

Addio quindi alla speranza di poter beneficiare nell'immediato di un apporto idrico che sarebbe quanto mai salvifico per il territorio, dove si prospettano ora settimane decisamente dure dal punto di vista dell'emergenza idrica, ancor più rispetto allo scorso anno.

Come infatti dichiarato da Massimo Sertori, assessore regionale a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, “dopo il secondo anno consecutivo di crisi idrica stanno aumentando le difficoltà. Abbiamo deciso di posticipare la stagione irrigua per immagazzinare acqua prima dell’avvio e per aumentare il livello di laghi e dighe. Rispetto alla situazione fotografata lo scorso 30 marzo durante il tavolo regionale sulla crisi idrica tuttavia i dati stanno peggiorando”.

“Le misure messe in campo da Regione Lombardia – spiega ancora Sertori – hanno consentito sì di arginare la discesa dell’altezza del livello dei laghi. La scarsità di piogge non ha tuttavia consentito l’auspicato incremento della disponibilità di riserve idriche. Rimane confermato lo stato di crisi idrica, al punto che abbiamo scorte per 1,3 miliardi di metri cubi a fronte dello storico 3,2 miliardi. Questa situazione è aggravata dal fatto che l’equivalente idrico di neve (magazzino della primavera) è pari a circa 680 milioni di metri cubi, rispetto alla media storica di oltre 2 miliardi”.

Infine, uno sguardo alla programmazione in vista del prossimo futuro: “Continueremo con il monitoraggio quotidiano - conclude l'assessore Sertori -. Cercheremo di utilizzare la poca riserva d’acqua disponibile dando priorità al mondo agricolo e agli aspetti turistici e di navigabilità dei laghi che hanno un valore assoluto per la nostra Regione”.