Emergenza idrica, a Puegnago del Garda ordinanza contro gli sprechi d'acqua
Le limitazioni saranno in vigore fino alla revoca: l'obiettivo è preservare le riserve idriche e garantire l'acqua per usi essenziali
Scatta anche a Puegnago del Garda il divieto di utilizzare l'acqua potabile per tutti gli impieghi non essenziali. Il sindaco Silvano Zanelli ha infatti firmato un'ordinanza contingibile e urgente con cui introduce una serie di limitazioni, in vigore da subito e destinate a rimanere efficaci fino a quando non verrà dichiarata conclusa l'attuale fase di criticità idrica.
Il provvedimento nasce dal progressivo abbassamento delle riserve che alimentano il pubblico acquedotto e dalla richiesta avanzata dal gestore del servizio idrico integrato, Acque Bresciane, che ha sollecitato l'adozione di misure per contenere i consumi.
L'ordinanza vieta quindi l'utilizzo dell'acqua proveniente dalla rete acquedottistica per irrigare giardini, orti e prati, per il lavaggio di cortili, piazzali e altre superfici esterne, oltre che per la pulizia dei veicoli privati, con l'unica eccezione degli autolavaggi autorizzati. Stop anche al riempimento e al rabbocco di piscine private, fontane ornamentali e vasche da giardino, comprese quelle dotate di sistemi di ricircolo.
In generale, l'acqua potabile dovrà essere destinata esclusivamente agli usi alimentari, domestici e igienico-sanitari. Nel provvedimento il sindaco invita inoltre cittadini e attività a un utilizzo consapevole e responsabile della risorsa idrica, sottolineando come la collaborazione della popolazione sia determinante per limitare gli sprechi e garantire la disponibilità d'acqua per i bisogni primari.
L'ordinanza dispone infine la chiusura di tutte le fontane pubbliche collegate all'acquedotto comunale, fatta eccezione per i punti di prelievo utilizzati dall'Ats nell'ambito dei controlli sulla qualità dell'acqua.
Per chi non rispetterà le disposizioni sono previste sanzioni amministrative e i controlli saranno affidati alla Polizia Locale e alle altre forze dell'ordine, incaricate anche di verificare eventuali prelievi abusivi dalla rete pubblica.
