Potrebbero esserci a breve delle novità direttamente da Roma per quanto riguarda la spinosa vicenda del divieto di immissione nel Garda del coregone, una vera e propria querelle scatenatasi nel recente passato dopo la decisione di vietarlo solo sul Benaco e non sui laghi di Como e Iseo, in quanto ritenuta specie non autoctona del territorio.

La questione, dopo essere stata segnalata dalla consigliera regionale Claudia Carzeri, è stata infatti portata in Parlamento dal senatore bresciano Adriano Paroli, il quale avrebbe chiesto delucidazioni in merito direttamente ai ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente.

Restano infatti importanto dubbi sulla decisione assunta dai Ministeri, come spiegato recentemente anche dai pescatori gardesani, i quali attraverso un incontro con la stampa avevano lanciato un vero e proprio allarme per la propria professione e per la sopravvivenza di una specie che ormai rappresenta la maggior parte del pescato sul lago, oltre che esserne uno dei simboli culinari a livello internazionale.

La contestazione deriva in particolare in quanto il Coregone andrebbe in conflitto con la presenza del Carpione, ma gli stessi pescatori avrebbero portato testimonianze scientifiche che non darebbero credito a questa ipotesi, chiedendo così una deroga al Governo per permetterne l'immissione a partire da gennaio in attesa di nuove ricerche scientifiche.