Un investimento di oltre un milione di euro per un Museo Rambotti rinnovato, accessibile e tecnologico: grazie a tre finanziamenti messi a disposizione da Regione Lombardia, dal Ministero del Turismo e dai fondi derivanti dal PNRR, sono stati realizzati nuovi allestimenti e nuove sale all’interno della struttura museale, oltre ad una riqualificazione del sito palafitticolo del Lavagnone.

Il bando ministeriale riguarda i siti UNESCO ed ottenere il finanziamento è stato un vero e proprio capolavoro degli uffici comunali: Desenzano è stato ente capofila del progetto e la difficoltà è stata soprattutto quella di far convergere tutti i siti UNESCO in un unico piano di lavoro. L’intento è andato a buon fine e dal bando sono stati ottenuti complessivamente 775.000 euro di cui 295.000 euro per azioni comuni tra gli enti partecipanti e 305.000 euro riservati esclusivamente al Comune di Desenzano.

Grazie a questi investimenti il piano terra del Museo Rambotti è stato completamente ristrutturato e innovato: sono ora presenti una nuova pavimentazione ed una illuminazione efficiente ed ecologica; entrata e reception sono state rese più confortevoli e accessibili; è stato ripensato il percorso espositivo con una immaginaria linea del tempo, accompagnata da raffigurazioni grafiche sulle pareti, in grado di guidare l’utente in un viaggio preistorico.

Con i soldi dedicati alle iniziative comuni invece verrà realizzato un bus turistico gratuito che farà il giro dei Comuni aderenti al bando che hanno reperti storici archeologici: Pozzolengo, Lonato, Desenzano e Gavardo. Altra azione che sarà effettuata per tutti gli enti è quella del posizionamento di “oculus”, visori di realtà virtuale aumentata, che proietteranno un video standard per sponsorizzare le aree UNESCO del territorio e un video personalizzato esclusivamente dedicato a Desenzano. Verrà infine effettuata una massiccia campagna di comunicazione pubblicitaria all’estero per sponsorizzare questi siti in modo da attrarre anche il turismo culturale straniero.

L’altra tipologia di bando ottenuto è quella derivante dai fondi del PNRR a cui il Comune di Desenzano ha partecipato da solo ottenendo 256.000 euro. In questo caso il focus del progetto è stato quello dell’inclusività, dell’accessibilità e, nella fattispecie, della rimozione delle barriere architettoniche, non solo fisiche, ma soprattutto cognitive e sensoriali.

La grande svolta che si è voluta dare al Museo Rambotti grazie a questo investimento è stata quella di avere una struttura integrata per le persone con disabilità, senza distinzioni o aree dedicate. Ne è concreta prova uno degli interventi che riguardano i bagni del Museo che hanno ora soltanto la differenziazione tra uomo e donna e non più per disabili: entrambi sono stati muniti di tutto il necessario per essere inclusivi, senza dover creare un terzo spazio apposito. Stesso discorso vale per l’ascensore che è fruibile per tutti con pulsantiera, specchio, corrimano e con la segnalazione sonora per capire quando si è arrivati al piano giusto. Un altro esempio è la presentazione del video che descrive il Museo e che ha una doppia visuale integrata con la LIS (lingua dei segni italiana). A questi interventi si aggiungono molte altre operazioni volte a semplificare la fruibilità del museo per ipovedenti e ipoudenti: è stata rifatta e ristudiata la pannellistica con colori e simboli ben visibili per tutti; sono stati apposti adesivi per segnalare i gradini, pannelli tattili per le descrizioni dei reperti e sono state aggiornate le audioguide; altra grande grande novità è la postazione olfattiva in cui poter annusare i profumi dimenticati dei canneti o del grano tagliato; è stato prolungato il corrimano delle scale, già presente, e ne è stato creato uno più basso dedicato ai bambini; è stata infine acquistata una sedia a rotelle per ogni evenienza e il modellino delle palafitte, già presente, è stato rifatto e potrà essere toccato dagli ipovedenti per avere una migliore cognizione dell’oggetto.

Il contributo di Regione Lombardia

Il contributo regionale era invece inerente alla valorizzazione dei siti palafitticoli dell’arco alpino. Risorse che sono arrivate grazie a un’intesa sottoscritta da Regione, Ministero e Comuni che ha consentito una negoziazione con il territorio e la sottoscrizione di una convenzione sul tema della valorizzazione dei patrimoni UNESCO. Il progetto vincente ha avuto ancora una volta Desenzano come ente capofila in una squadra formata anche dai Comuni di Polpenazze, Gavardo e Piadena Drizzone e dal Museo MAVS di Gavardo.

Il sostegno economico complessivo è stato di 205.000 euro di cui 200.000 erogati da Regione Lombardia e 5.000 dai Comuni: 57.300 euro sono stati quelli destinati a Desenzano che in questo caso sono stati investiti sul sito del Lavagnone. L'opera ha visto la realizzazione della copertura del sito con una struttura di 10,60 per 28 metri in acciaio con chiusura in tessuto tecnico (pvc bianco) che ha messo al sicuro tutti i ritrovamenti presenti e futuri. Nulla d'invasivo, ma solamente di piccoli plinti di 50 cm di diametro e sarà quindi facilmente rimovibile in qualsiasi momento. Il progetto ha permesso inoltre di sostituire l'attuale recinzione e il cancello, oltre a realizzare due pannelli informativi per fornire le nozioni fondamentali ai futuri visitatori.