Desenzano, protesta silenziosa della minoranza in Consiglio comunale: "Non c'è spazio per dibattito e confronto"
Critiche all’Amministrazione per "l'utilizzo restrittivo del regolamento consiliare": i consiglieri si sono astenuti dal partecipare alla discussione
Una presa di posizione ferma e soprattutto silenziosa quella assunta dai consiglieri di minoranza in occasione del Consiglio comunale di Desenzano del Garda, svoltosi nella giornata di ieri, giovedì 31 luglio, i quali hanno scelto di garantire la propria presenza in aula, assicurando così il numero legale per lo svolgimento della seduta, ma si sono astenuti dal partecipare alla discussione, limitandosi alle dichiarazioni di voto.
L’iniziativa, come spiegato dagli stessi consiglieri, nasce dalla volontà di denunciare quella che viene vista come una mancanza di spazi istituzionali adeguati per la partecipazione e il confronto politico. In particolare, i rappresentanti della minoranza contestano un utilizzo restrittivo del regolamento consiliare che, a loro giudizio, impedisce di fatto l’esercizio pieno del loro ruolo.
Come spiegato dalla capogruppo del Partito Democratico, Maria Vittoria Papa, "Vogliamo in questo modo protestare per come l’amministrazione di centrodestra di fatto impedisca alla minoranza di svolgere il proprio ruolo". Nel mirino della minoranza sono finite in particolare le modalità di applicazione del regolamento, che secondo il consigliere Andrea Spiller, portano "alla stortura per cui di fatto in quasi nessun consiglio comunale è possibile presentare interrogazioni o mozioni", tant'è che è stata nuovamente chiesta una revisione del regolamento stesso.
Sulla stessa linea anche gli altri consiglieri del Partito Democratico, Bernardo Comini, Beatrice Gabusi e Andrea Palmerini, che spiegano: “Possiamo presentare solo interrogazioni scritte, a cui per altro viene risposto con grande ritardo rispetto ai tempi previsti, non vengono convocate le commissioni, non ci sono spazi per il dibattito e il confronto, dobbiamo solo alla cortesia del presidente Abate la possibilità di avere un paio di consigli all’anno in cui sia possibile presentare interrogazioni o mozioni. Questo non solo non è funzionale alle necessità ed alle urgenze, ma è lesivo dell’esercizio delle prerogative dei consiglieri comunali”
“Noi non vogliamo favori, vogliamo solo poter esercitare il nostro ruolo e il nostro diritto di iniziativa negli spazi istituzionali, ma forse l’amministrazione di centrodestra teme proprio questo!” conclude il consigliere Stefano Terzi.