L'atteso nuovo Polo delle Emergenze di Desenzano, realizzato presso la zona industriale di Rivoltella in via Calamar, ha ufficialmente preso vita come emerso in occasione del consiglio comunale dello scorso venerdì 23 febbraio, una struttura che, ricordiamo, ospiterà diversi soggetti operanti nell’ambito della gestione delle emergenze sul territorio e del primo soccorso tra cui sicuramente Vigili del fuoco, Croce Rossa e Protezione Civile.

Dopo diversi anni di interventi e accordi tra le varie realtà e l'Amministrazione comunale, diventa dunque realtà quello che sarà il principale polo di riferimento per la sicurezza del territorio del Basso Garda, al servizio dei Comuni di Desenzano, Lonato, Sirmione, Padenghe e Pozzolengo.

A seguito dell'interrogazione presentata dal consigliere Andrea Spiller, l'assessore con delega alla Sicurezza Pietro Avanzi ha fatto il punto sullo stato dell'arte dell'operazione: "I Vigili del fuoco si sono trasferiti ed è in fase di trasferimento anche la Croce Rossa, dove ci siamo recati negli ultimi giorni per sistemare alcuni dettagli e verificare le ultime necessità presso l'immobile. Si può dire che i Vigili del fuoco siano già praticamente attivi, mentre per la Croce Rossa sono presenti i mezzi di soccorso e sono stati completati i lavori per gli alloggi, le cucine e i servizi. Si può dire che il Polo sta già vivendo".

"Come previsto ormai da anni, presso il capannone centrale al momento ancora libero verrà trasferita la sede della Protezione Civile del Basso Garda, attualmente ancora in via scavi romani - spiega inoltre l'assessore -. Siamo in attesa di procedere con la stesura di un accordo per il trasporto nel frattempo dei mezzi all'interno del deposito, in vista della prossima realizzazione degli uffici nei prossimi mesi".

Come annunciato, all'interno del Polo delle Emergenze potrebbero essere collocato anche il Nucleo Sommozzatori, ai quali sono state fatte due proposte diverse, tra cui anche la suddetta struttura, che si incontreranno domani con i vertici comunali.

Infine, per quanto riguarda le spese, è stato spiegato come saranno suddivise al 50% in base al numero degli abitanti e al 50% in base al numero di interventi sul territorio. Spese che vengono quantificate in un canone di concessione annua complessivo di circa 55mila euro, mentre l'intera operazione di acquisto e ristrutturazione è costata 2,2 milioni di euro. Predisposte in seguito piccole varianti come l'aumento della potenza elettrica, la messa a dimora del nuovo generatore autonomo, l'adeguamento dell'impianto idraulico e la realizzazione della nuova rete del gas, oltre ad altri piccoli interventi che proseguiranno da qui in avanti.