"Una proposta per guardare concretamente al futuro della viabilità ferroviaria" è stata definita dal Pd desenzanese quella svelata di recente, che da una parte mira al potenziamento e all'efficienza della linea storica, e che dall'altra esclude la possibilità di veder sorgere la stazione Tav del Garda.

Di seguito la nota diffusa a mezzo stampa da Giustina Bonanno, Segretaria Circolo del Partito Democratico Desenzano, in cui viene spiegata la proposta:

"Sì ad una linea storica più efficiente. No alla stazione Tav del Garda"

"Il Circolo del Partito Democratico di Desenzano prende una posizione netta riguardo al futuro della viabilità su rotaia del territorio e lo fa con una proposta di buon senso, fattibile e che tiene conto a 360 gradi delle necessità del territorio e degli utenti: potenziare la linea storica per realizzare una sorta di metropolitana leggera (una TAF, treni ad alta frequenza), che consenta alle centinaia di pendolari di servirsene, grazie a corse frequenti, per i trasferimenti brevi verso Brescia o Verona.

Perché è vero che Desenzano vive anche di turismo, ma non bisogna dimenticarsi che una parte della nostra popolazione e di quella di cittadine limitrofe utilizza quotidianamente il treno per motivi lavorativi.

L’obiettivo è quindi l’implementazione delle corse quotidiane sulla linea storica e la riattivazione della piccola stazione storica di San Martino per prendersi cura degli ospiti, ma andare anche incontro al bisogno dei residenti e dei lavoratori: un binomio inscindibile per il PD.

Una posizione consolidata anche dopo l’incontro pubblico di mercoledì scorso con Federico Manzoni, Vicesindaco e Assessore con delega alle Politiche della Mobilità della città di Brescia: “Dal 2015 è attivo un tavolo tecnico in Regione per affrontare la tematica della mobilità ferroviaria, in cui sono stati condivisi alcuni assunti, tra questi la creazione di infrastrutture performanti e un efficientamento delle linee storiche in riferimento al numero di corse - ha spiegato Manzoni -. La domanda di servizi sulla BS-VR è alta ma il servizio è carente e con il completamento dell’AV/AC (tratto BS – VR) ipotizzato per fine 2026, i Frecciarossa e gli Italo si trasferiranno sulla futura linea, liberando “spazio di corse” su quella storica”.

Ed è proprio in quest’ottica che è ipotizzabile pensare ad un servizio ferroviario cadenzato ogni 30 minuti per corse regionali veloci, che tra BS e VR fermino solo a Desenzano e Peschiera, e ogni 45 o 60 minuti per corse regionali che fermino in tutte le stazioni, compreso quella di San Martino, che potrebbe essere benissimo riattivata, tenendo conto che costerebbe molto meno che realizzarne una nuova.

Questo progetto, oltre ad essere efficiente e migliorare notevolmente la qualità del servizio, rende inutile la tanto famigerata ipotizzata stazione Tav a San Martino, un’infrastruttura in mezzo alla campagna tra San Martino e Rivoltella a meno di 40 km da altre due stazioni lungo la stessa linea ferroviaria rappresenterebbe infatti un gigantesco controsenso tecnico, oltre che un enorme spreco di denaro pubblico. Questa fermata finirebbe addirittura per incrementare il tempo di percorrenza lungo il tratto Brescia-Verona anche rispetto alla linea storica, oltre che a creare un ulteriore consumo di suolo agricolo, non risponderebbe ai bisogni quotidiani di chi vive e lavora nel nostro territorio e sarebbe scollegata con il tessuto urbano, priva dei servizi necessari, difficile da raggiungere per turisti e pendolari, utile solamente a creare i presupposti per una nuova futura urbanizzazione (o speculazione edilizia) in quell'area della città, consumando altre porzioni di pregiato terreno.

Il compito di accendere i riflettori in questa prospettiva spetta a noi che abitiamo il Garda e siamo utenti della linea storica: va dunque pensata una battaglia politica sia in Regione Lombardia che in quella del Veneto perché entrambe mettano a bilancio risorse, d’intesa con RFI, per realizzare un servizio passeggeri di livello, che un territorio come quello gardesano merita."