Pochi giorni fa a Desenzano del Garda è andata in scena una protesta contro la “turistificazione” della città, che secondo gli attivisti ha reso un vero e proprio calvario, per chiunque non abbia un reddito ben più alto della media, trovare dimora sulle sponde benacensi.

La protesta, organizzata dai militanti del Collettivo Gardesano Autonomo, unitamente a quelli della sezione gardesana di Non Una di Meno, proprio nei giorni in cui hanno iniziato ad accendersi le luminarie delle festività natalizie, ha assunto delle modalità già viste in diverse città universitarie in tutto il paese, con slogan, striscioni e le ormai famigerate tende montate per strada. Per gli attivisti i canoni di locazione avrebbero raggiunto delle cifre fuori scala, che può essere risolta esclusivamente tramite una regolamentazione del mercato immobiliare sulla base di alcuni punti principali. Nella pratica, gli organizzatori richiedono un limite di tre mesi annui al massimo per la durata degli affitti turistici, un numero chiuso rispetto alle unità immobiliari dedicate a tale attività e l’abrogazione della tassazione agevolata per queste modalità di locazione. Gli attivisti hanno rivendicato un interessamento ai temi della protesta anche da parte dei passanti, dichiarando: “Diverse persone si sono fermate per esprimerci sostegno, chiederci come sostenere attivamente la causa o per raccontare la loro testimonianza. Un segnale inequivocabile di come la questione sia un problema oggettivo non più rimandabile”.