A poche ore di distanza dalla revoca delle deleghe nei confronti dell’ex assessore Daniela Plodari, destituita dalla Giunta comunale nella giornata di ieri, 27 giugno, resta incandescente il clima politico a Desenzano a causa di questa importante novità, con la stessa esponente di Fratelli d’Italia che ha voluto rendere nota la propria posizione sull’intera vicenda che (da mesi ormai) la vede coinvolta.

È infatti un fiume in piena l’ex assessore Plodari, che ha deciso di convocare questa mattina una conferenza stampa per fare luce su quanto accaduto da quando le sono state assegnate le deleghe a Turismo, Attività economiche, Commercio, Attività produttive e Pari Opportunità, dai rapporti in Giunta fino all’operatività sul territorio.

La situazione in giunta e gli scontri intestini

"Oggi sono qui perché mi sento di dover precisare la mia posizione, i fatti avvenuti e lo spirito che mi ha condotto operativamente all’assessorato di cui avevo le deleghe. Ho lavorato con passione e amore per il bene dei cittadini e del territorio, volevo cambiare questa Desenzano che purtroppo, rispetto ad altri paesi, è piuttosto indietro. Volevo renderla migliore rispetto a tutti, per farla tornare la Capitale del Garda. E alla fine mi sono trovata estromessa, senza che nessuno mi avesse comunicato nulla: l’ho saputo dalla stampa…".

A ruota libera l’ex assessore, che ribadisce poi le problematiche che avrebbe riscontrato da un punto di vista operativo e gestionale: "Purtroppo c’era l’intenzione di mettermi al buio, forse perché ho dato fastidio a qualcuno: la mia sensazione nell’ultimo periodo era come essere in una vasca con dentro 10 squali, e ogni giorno dovevo riuscire ad attraversarla. Non venivo coinvolta, ero messa all’angolo e il sindaco nemmeno parlava con me, mentre alle spalle qualcuno mi remava contro".

E ancora: "Vorrei capire del perché si sia generato questo conflitto, quello che proponevo veniva inizialmente condiviso in giunta ma poi tutto doveva passare sotto la lente del sindaco. Avevo le deleghe al turismo quindi? No, non ho più potuto decidere niente in quanto colpita dal fuoco amico, trovandomi in una situazione in cui dovevo stare attenta ad ogni mezza parola detta, perché tutto veniva manipolato a piacimento. Io ero l’assessore di tutti, del PD, dei 5 Stelle, delle varie minoranze, sempre disponibile all’ascolto e al confronto, ma se parlavo con qualcuno di un altro partito venivo accusata di tramare alle spalle. Si sono anche appellati al fatto che non avessi un diploma, cosa assolutamente non vera".

Plodari che analizza in seguito la gestione delle cariche interne al Comune secondo il suo punto di vista: "Vi sembra normale che all’inizio della stagione turistica, quando è già stato stabilito addirittura il calendario definitivo fino a Natale, un assessore venga mandato via inserendo una persona di Lonato, nemmeno votata sul territorio? Una cosa vergognosa, inaccettabile. È anche uscito un articolo in cui il sindaco dichiarava che non avevo condiviso la programmazione: ma carta canta, il 7 novembre era stata condivisa interamente".

Un passaggio sentito è stato poi quello relativo alla separazione degli assessorati a Cultura e Turismo: "Avevo chiesto inizialmente di potermi occupare sia turismo sia cultura, anche in base al mio vissuto, ma al momento di firmare l’incarico ho notato che la cultura non era presente: forse perché assumeva un ruolo di maggior rilievo nell’anno di Bergamo Brescia Capitali 2023. L’intenzione, comunque, era quella di togliermi anche il turismo...".

Le ricadute sul territorio

Durante l’incontro di questa mattina, che ha visto la presenza, oltre della stampa, anche di qualche cittadino in sostegno dell’ex assessore e di alcune rappresentanti del Comitato Donne del Garda, di cui Daniela Plodari è presidente, si è poi parlato di quelle che sarebbero le ricadute dirette sul territorio desenzanese.

"Io fin da subito – prosegue Plodari – ho lavorato sulla programmazione di Natale, per poi impostare eventi per l’anno nuovo. Mi sono resa conto che Desenzano era 'spenta', da tempo non vi era un reale investimento sul turismo: questa città ha bisogno di strutture turistiche e servizi, ha grandi potenzialità ma ancora troppe lacune.

A partire dai taxi, problema numero uno che volevo risolvere e che mi è stato vietato. La gente restava a piedi presso gli hotel, e io ho voluto subito intervenire, ma ogni qualvolta affrontavo una situazione questa mi veniva 'tolta dalle mani'. In quanto assessore alle Pari opportunità, volevo allestire l’8 marzo un evento contro la violenza sulle donne: non mi è stato permesso, i fondi sono stati utilizzati per altro. Vi sembra normale trattare un assessore così? Vogliamo parlare della Pro loco? Dovrebbe essere il braccio destro dell’assessore al turismo, ma io non potevo portarla sul territorio nonostante la ritenessi una realtà fondamentale".

Così come anche altre situazioni non hanno visto, secondo l’ex assessore, una comunione d’intenti: "Il mio obiettivo era cercare di portare questa città su un altro livello, facendola diventare più fruibile e viva tutto l’anno e non solo durante la stagione turistica. Il primo vero conflitto è avvenuto con la questione dei parcheggi a pagamento, verso cui mi sono opposta, così come anche in merito all’aumento della tassa di soggiorno. E per i plateatici? Il centro ormai sembra il far west, cosa che in paesi come Salò e Sirmione non accade: località queste che dimostrano di essere più votate al turismo, dove si offrono servizi che noi non abbiamo. Perché a Desenzano, ad esempio, non sono mai esistiti hotel a 5 stelle? Davano fastidio?

Ho lavorato con grande impegno e passione nonostante non avessi esperienze pregresse di questo tipo: qualche errore l’ho commesso, ma credo si possa concedere, senza attaccare in modo esagerato la mia persona e i dirigenti del mio ufficio. Non capisco questo".

Il rapporto con Fratelli d’Italia

Infine, una considerazione anche dal punto di vista del rapporto con il partito di Fratelli d’Italia, con il quale evidentemente qualcosa non avrebbe funzionato: "La delusione maggiore arriva proprio da Fratelli d’Italia, che ha voluto questa situazione (insieme a qualcuno del territorio, il quale ha fatto pressioni) a livello provinciale: mi hanno sorretta fino a un certo punto, e dopo mi hanno “mollato” non si sa per quale motivo, e io mi sono trovata di fronte a tutto ciò senza essere tutelata.
Sono stata contattata alle 19 per chiedermi dichiarazioni in merito alla revoca delle deleghe, e io non sapevo nulla: speravo almeno che il mio partito o il sindaco mi chiamassero in sede o in comune per darmi la notizia, invece nemmeno quello".

Plodari che chiude infine così questa lunga analisi di quanto sarebbe avvenuto in passato e ciò che potrà riservare il futuro: "Oggi al momento non ho ancora preso decisioni perché sarebbe prematuro, non vorrei farmi guidare dalla rabbia: in primis perché non penso di meritarmi tutto questo visto il lavoro che ho sempre fatto, notte e giorno, sempre a disposizione delle persone. Io volevo solo far del bene alla mia città e ai miei cittadini.
Desidero concludere ringraziando tutti coloro che mi hanno sostenuto, mi dispiace che non sono riuscita fino in fondo a realizzare quello che volevo: avrei potuto dimostrare tanto ancora ma è andata così. Ci riproverò…".