Desenzano: addio a Vittorio Messori, voce autorevole del pensiero cattolico contemporaneo
Morto a 84 anni nella sua casa gardesaba, ha raccontato la fede con libri tradotti in tutto il mondo e dialoghi con protagonisti della Chiesa
Si è spento nella notte Vittorio Messori, figura di primo piano del pensiero cattolico contemporaneo. Aveva 84 anni ed è morto nella sua abitazione di Desenzano del Garda, lasciando un’eredità culturale vasta e profondamente legata ai temi della fede cristiana.
Autore prolifico e apprezzato anche a livello internazionale, Messori ha firmato numerosi saggi dedicati a Gesù, alla Madonna e alle questioni centrali del cristianesimo, opere che hanno raggiunto milioni di lettori e sono state tradotte in diverse lingue.
Nato a Sassuolo in un contesto familiare lontano dalla religione, dopo gli anni difficili dello sfollamento nel Bresciano e il trasferimento a Torino nel dopoguerra, si laureò in Scienze politiche. La svolta arrivò nel 1964, quando, attraverso la lettura dei Vangeli, maturò una conversione che avrebbe segnato tutta la sua vita.
Da quel momento intraprese un percorso di studio ad Assisi, presso l’Istituto di Cristologia della Pro Civitate Christiana, per poi avviare la carriera editoriale e giornalistica. Lavorò per la Società Editrice Internazionale e collaborò con varie testate, fino all’ingresso nel 1970 a Stampa Sera e successivamente alla redazione culturale de La Stampa.
Il suo esordio come autore risale al 1976 con “Ipotesi su Gesù”, frutto di oltre un decennio di ricerche. Seguirono numerosi titoli di successo, tra cui “Ipotesi su Maria” e “Dicono che è risorto”. Tra le opere più influenti resta però “Rapporto sulla fede”, nato nel 1984 da un dialogo con il cardinale Joseph Ratzinger, destinato a diventare una delle pubblicazioni più discusse del panorama religioso dell’epoca.
Dieci anni dopo, nel 1994, ebbe l’opportunità di intervistare Giovanni Paolo II: da quell’incontro nacque “Varcare le soglie della speranza”, un libro che riscosse grande attenzione anche al di fuori degli ambienti ecclesiastici.
Accanto all’attività di saggista, Messori collaborò a lungo con importanti quotidiani, tra cui il Corriere della Sera. Amava infine sintetizzare il suo pensiero con una frase divenuta emblematica: "Senza il chiodo della fede l'attaccapanni della morale non può star su".