Secondo posto raggiunto tra le mete lacustri più cliccate sul web


Un grande traguardo che testimonia la notevole visibilità raggiunta a livello internazionale dalla Capitale del Garda, capace di conquistarsi il secondo posto tra le località lacustri più presenti sul web dopo Caprarola, nel viterbese, e davanti a Ledro classificatosi terzo.

Lo studio che ha elaborato i dati è stato condotto dall’agenzia The Data Appeal Company attraverso l’incrocio di ben 15,7 milioni di tracce digitali e 390mila punti di interesse in tutta Italia, con Desenzano che ha raggiunto una notevolissima visibilità digitale. Un risultato che è stato ufficializzato in occasione della fiera internazionale TTG Travel Experience di Rimini organizzata a ottobre, e durante la quale sono appunto stati assegnati i riconoscimenti relativi alla sesta edizione di Italia Destinazione Digitale.

Giunto ormai alla sua sesta edizione, il report Italia Destinazione Digitale 2021 è lo specchio dell’attuale situazione relativa alla presenza delle località italiane su siti internet e portali dedicati al turismo, con le tracce analizzate grazie all’intelligenza artificiale. Infatti in seguito alla crescente diffusione degli smartphone e alle conseguenze importanti che la pandemia ha avuto sull’evoluzione digitale, la somma dei contenuti sul web lasciano una traccia che può essere interpretata, attraverso l’analisi di commenti, conversazioni, contenuti, recensioni e tutto ciò che può essere utile nella valutazione delle diverse località proprio in base alla visibilità.

Un traffico di dati questo che comunque ha subito un rallentamento con la diffusione del Covid e le relative chiusure, con il volume delle tracce digitali decisamente in calo nell’ultimo periodo conseguentemente allo stop del turismo interno ed estero accusato dal Belpaese, per un risultato complessivo di un meno 28% nell’ultimo anno, difronte comunque ad una crescita del 15% nel periodo estivo. Nonostante ciò comunque il settore può dirsi attualmente fiducioso rispetto al 2022, quando una sempre maggiore normalità potrà consentire agli operatori dell’accoglienza di riprendere (e in alcuni casi anche superare) i dati relativi all’era pre-Covid.

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