Tornano ad esprimersi i comitati impegnati nell'annosa questione del nuovo depuratore per il Garda bresciano, attraverso una lettera inviata al ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin e firmata dall’ing. Stefano Guarisco del Comitato Visano Respira, dall’ing. Filippo Grumi del Comitato Gaia Gavardo e da Roberta Caldera del Comitato La Roccia Gavardo.

Una presa di posizione questa che segue le dichiarazioni del ministro Fratin, il quale ha affermato come la decisione relativa alla localizzazione dell'impianto non sarà decisa a Roma, quanto piuttosto sul territorio “dai tecnici”. Di seguito la nota diffusa nelle ultime ore.

La lettera aperta a firma dei Comitati

"Questo aspetto - come dichiarato dai comitati in relazione alla responsabilità verso i tecnici - non può che generare in noi una fortissima preoccupazione in quanto facciamo presente che i tecnici ”nostrani” che fino ad ora hanno operato su questo progetto, non lo hanno certamente fatto con una modalità super partes e proponendo soluzioni “indipendenti“, anzi hanno sempre “giustificato tecnicamente” le scelte che altri, gestori o politici, mettevano già preconfezionate sul piatto e questo è altamente dimostrabile dalla documentazione presente agli atti.

A tal proposito basta ricordare che si è partiti con la scelta di portare i reflui gardesani nel comune di Visano, a 35 km dal lago, poi successivamente modificandola su Muscoline, e nei due mesi seguenti a Gavardo e poi a seguire Gavardo e Montichiari, che dopo due anni a sua volta è diventata Esenta di Lonato. Tutte scelte dichiarate ogni volta ottimali e inderogabili…..fino a quella successiva. Capirà quindi che il problema posto non è tecnico ma principalmente politico!

Ci ha sorpreso la Sua dichiarazione in cui afferma che in primis “deve essere tutelato il lago” in quanto da un Ministro dell’Ambiente ci saremmo aspettati dicesse almeno che il progetto avrebbe dovuto essere quello a minor impatto ambientale per tutti i corpi fluviali e lacustri interessati. Non ci sono ambienti di serie A e di serie B, almeno per noi e confidiamo sia così anche per Lei."

La questione "Commissario straordinario"

Sulla questione rimozione del Commissario straordinario, figura palesemente imposta a Roma dall’arroganza di alcuni e senza giustificazione emergenziale, Lei ha dichiarato che se le Regioni lo chiederanno valuterà quanto sarà necessario fare per toglierlo.

Fatichiamo a comprendere e ci piacerebbe capire perché Trento, nemmeno coinvolto nel progetto in esame, dovrebbe dire la sua su un commissario imposto a Brescia (la cui nomina è basata fra l’altro su informazioni non veritiere) e perché lo stesso dovrebbero fare i veronesi? Non sono loro che si sono visti piombare in casa una figura non necessaria, atta solo a sovvertire quanto democraticamente deciso dagli organi rappresentativi del territorio e democraticamente eletti!

Confidiamo che Lei saprà ben pesare le richieste della Regione maggiormente coinvolta, ovvero quella lombarda, e se Lei ritenesse comunque necessario mantenere la figura del Commissario, noi auspichiamo possa essere proposta la figura di un unico commissario che prenda il controllo dell’intero progetto, coinvolgendo anche i trentini.

Questa a nostro parere, dopo anni di “buchi nell’acqua ” sarebbe un’occasione più unica che rara per salvaguardare il lago di Garda che, come Lei ha giustamente ricordato, è patrimonio di tutti e non può essere di certo suddiviso in funzione delle competenze amministrative.

Così conclude infine la comunicazione: "Ci permettiamo di farLe notare che a Brescia si sono vissute a livello istituzionale, anche di recente, situazioni che definire imbarazzanti è dir poco. Questo progetto di collettazione delle fogne dei comuni gardesani della sponda bresciana deve ritornare a percorrere i binari della condivisione e della trasparenza senza le quali, a nostro avviso, non si giungerà a nessuna decisione minimamente accettabile dai territori coinvolti!!