Nell'ambito delle discussioni relative al sistema di depurazione sulla sponda bresciana del Garda, e al progetto che da tempo sembrerebbe orientato verso la soluzione del doppio impianto a Gavardo e Montichiari con scarico nel fiume Chiese, si rinforza il fronte dei rappresentanti del territorio contrari alla suddetta ipotesi.

"È con soddisfazione che comunichiamo il rafforzamento del fronte dei comuni contrari allo scarico delle acque dell’ipotizzato “depuratore del Garda” nel fiume Chiese - come spiegato in una nota congiunta dei primi cittadini coinvolti -. In seguito alle elezioni amministrative di giugno, di recente si è tenuta una riunione nel comune di Bedizzole ove hanno partecipato sia i sindaci che già avevano ricorso contro il depuratore, sia i neoeletti sindaci dell’asta del Chiese. Nella riunione è stata ripercorsa dall’inizio l’annosa vicenda facendo chiarezza che non si è contrari alla depurazione delle acque reflue dei comuni gardesani, anzi si auspica un deciso passo avanti"

Sindaci che sono contrari a cinque aspetti: "allo scarico delle acque nel fiume Chiese; alle imposizioni calate dall’alto; all’assoluta mancanza di una Valutazione Ambientale Strategica; ad un’opera faraonica quanto ambientalmente e tecnicamente sbagliata; all’attuale mancanza di copertura economica che peserà gravemente sulle spalle dei cittadini".

"L’esito della riunione ha portato i sindaci dei Comuni di Calcinato, di Carpenedolo, di Visano, di Villanuova sul Clisi e di Idro all’adesione dell’accordo già sottoscritto tra i comuni ricorrenti - viene inoltre spiegato - I sindaci dei Comuni di Montichiari, Gavardo, Muscoline, Prevalle, Remedello, Calvisano, Bedizzole, Bagnolo Mella, Vallio Terme, Calvagese della Riviera, e Paitone, con il sostegno della Comunità Montana della Valle Sabbia, hanno di fatto già da tempo avviato azioni concrete a tutela del fiume Chiese. L’adesione dei nuovi comuni rappresenta un importante segnale di unione territoriale, che dall’alta Valle del Chiese si estende fino alla pianura, rafforzando così il fronte comune e rendendo ancora più incisiva la voce delle amministrazioni in difesa dell’ambiente e del bacino del Fiume Chiese".

La prossima settimana una delegazione di Sindaci incontrerà il nuovo Commissario Straordinario "per portare alla sua attenzione le nostre forti preoccupazioni unite a quelle dei cittadini che rappresentiamo. Nella correttezza istituzionale che ci ha sempre rappresentato, sottoporremo inoltre alla sua attenzione il testo dell’Esposto alla Corte dei Conti che da tempo abbiamo predisposto. L’invio è stato posticipato per consentire che i nuovi sindaci potessero completare e valutare l’iter da noi già intrapreso e unirsi alle nostre azioni di salvaguardia del fiume Chiese. Dopo aver incontrato il Commissario procederemo con l’invio".

"I sindaci dell’asta del Chiese ribadiscono la propria determinazione a impedire che il fiume Chiese venga compromesso da interventi che, pur mirati alla gestione delle acque depurate dei Comuni del Garda, non considerano adeguatamente le conseguenze che potrebbero derivare. Unendo le forze, dall’alta Valle alla bassa pianura, tutte le amministrazioni coinvolte si impegnano a portare avanti questa battaglia in ogni sede istituzionale e legale necessaria, per garantire la tutela del territorio, dell’ecosistema fluviale e della qualità di vita dei propri cittadini".