È scattato sul Garda l'allarme cormorani da parte dell'Unione Pescatori Sportivi del Garda e l'Unione Pescatori Bresciani, preoccupati per l'impatto dei numerosi volatili sul territorio e sulla fauna ittica benacense.

Un accorato appello quello che viene lanciato in condivisione dalle due realtà, che intendono richiamare in maniera unitaria e forte l’attenzione delle Provincie e Regioni che si affacciano sul Garda per quanto riguarda l’ormai annoso e non più sostenibile problema dei troppi cormorani presenti sul Benaco.

"É ormai appurato da censimenti ufficiali Lombardia e Veneto, che nel Benaco siano presenti non meno di cinquemila cormorani - sottolinea Maurizio Scarmigliati presidente di U.P.S.d.G. – un numero purtroppo che è dato in costante aumento. É bene che anche l’opinione pubblica gardesana, venga a conoscenza di dati scientifici inconfutabili; oggi sappiamo che ogni cormorano giornalmente divora dai cinquecento agli ottocento grammi di pesce, senza contare i pesci feriti da becchi famelici che vanno a morte certa. La matematica non inganna: sono circa due tonnellate di pesce che viene divorato ogni ventiquattro ore da questi ittiofagi alati!".

"La situazione non è più sostenibile! - Continua Scarmigliati - La specie è estremamente dannosa e va contenuta! A volte le istituzioni negli anni scorsi hanno programmano contenimenti autorizzati anche da regione e ISPRA, ma che purtroppo per difficoltà di assurde regole attuative, non sono mai stati portati a compimento".


Ulteriori conferme sulla gravità della situazione vengono espresse anche dal Presidente di U.P.BS. Fabrizio Oliva – “Sarebbe auspicabile prendere coscienza una volta per tutte, che non esistono solo gli uccelli da salvaguardare, esistono anche i pesci! Le specie ittiche sono sempre più in crisi e in seria difficoltà per i cambiamenti climatici, l’abbassamento dei livelli dei laghi nei periodi riproduttivi, lo sfruttamento intensivo delle acque, gli inquinamenti e non da meno la presenza dei pesci invasivi come il Siluro; inoltre a tutto questo si aggiungono anche tonnellate di pesci divorati da questa invasione alata di cormorani, che di certo cinquanta anni fa non erano presenti sul Garda e altri laghi della nostra provincia ma solo con rari esemplari nelle lagune di Comacchio ed Orbetello.

Chiamarli autoctoni sarebbe come dire che lo è il pesce siluro in quanto europeo, che fortunatamente non ha le ali. Trote, cavedani, lucci, alborelle, carpioni e tanti altri pesci, devono avere la stessa dignità; pesci oggetto già di tanti sforzi e sacrifici che ci vedono direttamente impegnati con Regione Lombardia nella produzione ittica portata avanti negli incubatoi ittici. Oggi dobbiamo difendere a tutti i costi il nostro patrimonio, il Capitale Naturale Gardesano e dei nostri altri laghi, non possiamo permettere che questa invasione silenziosa metta a repentaglio tutto questo".

Una situazione a livello nazionale che verrà affrontata domani, domenica 12 febbraio, in occasione del Convegno sull'emergenza cormorani organizzato da Pesca 4.0 e U.P.BS presso la Fiera EOS di Verona alle ore 11.30.

"Il cormorano non è però da solo – prosegue Scarmigliati - altri uccelli ittiofagi stanno imperversando nelle acque del nostro lago, tra questi gli svassi, anch’essi in rapida espansione e non meno chirurgici nel catturare piccoli pesci o le fameliche innumerevoli anatre divoratrici e golose di uova che perseguitano i letti di frega. Ma purtroppo non finisce qui, gli attacchi alla fauna sommersa lacustre hanno adesso una new entry non meno pericolosa, si tratta dello smergo, già presente in buon numero e dato anch’esso in forte aumento. Al contrario del suo parente cormorano, lo smergo caccia su fondali più bassi assestando così l’ennesimo colpo mortale agli avannotti del lago che qui trascorrono i primi mesi di vita. Se a tutto ciò vogliamo aggiungere anche la critica e rapida espansione del siluro, pesce invasivo per eccellenza, allora si comprenderà la sincera e fervida preoccupazione con cui noi di U.P.S.d.G. e U.P.BS. segnaliamo da anni queste preoccupanti emergenze.

Oggi i dati ufficiali, possono essere dimostrati come seria emergenza in tutta Europa, non a caso la CE si è recentemente espressa, ritenendo che gli Stati membri abbiano ad oggi gli strumenti necessari per affrontare i conflitti legati alla specie, applicando le deroghe di cui all’art. 9 della Direttiva Uccelli, sulla base delle linee guida contenute nel documento orientativo. Le associazioni di pescatori chiedono a gran voce, anche alla luce di ultimi studi scientifici, che possa essere trovata quanto prima una soluzione e una seria e rapida attuazione al contenimento di questa famelica emergenza, ormai non più rimandabile".