Hanno preso il via nella giornata di ieri, venerdì 5 aprile, i lavori di messa in sicurezza della mobilità ciclopedonale sulla SR 249 “Gardesana Orientale” per il completamento del tratto di Ciclovia del Garda compreso tra i Comuni di Peschiera, Lazise e Castelnuovo del Garda.

Un'opera che, che "rientra tra i progetti strategici turistici di interesse regionale realizzati con l’obiettivo di incrementare l’attrattività turistica di un territorio già di per sé molto caratteristico come quello gardesano. L’ennesimo intervento per la valorizzazione della mobilità lenta e in sicurezza, lungo un percorso dalla spiccata valenza culturale e paesaggistica”.

Lo ha detto la Vicepresidente della Regione del Veneto e Assessore alle Infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti, in occasione della cerimonia di avvio dei lavori del primo lotto funzionale della Ciclovia del Garda nei tre Comuni sulla sponda veneta del Garda.

“La nuova pista ciclopedonale, grazie ad un investimento di 5,9 milioni di euro – ha precisato la Vicepresidente De Berti -, si svilupperà per 12,9 chilometri, dei quali 7 nel Comune di Peschiera, 4 a Lazise e 1,7 a Castelnuovo. Il tracciato sarà realizzato dalla Regione, tramite Veneto Strade, ad una quota simile all’attuale sede stradale, a beneficio del comfort della percorrenza, e sarà protetto da cordoli lungo i tratti in affiancamento alla carreggiata. I lavori si protrarranno per due anni”.

Sono 67 i chilometri del tracciato in territorio veneto, su 165 complessivi – ha concluso la Vicepresidente -, e 8 i Comuni della Provincia di Verona attraversati: Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino, Garda, Torri Del Benaco, Brenzone e Malcesine. Il progetto prende il via da un’iniziativa dell’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, per la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, per incentivare la mobilità dolce, alla scoperta delle bellezze del Paese, rivolto anche ad un pubblico internazionale. La ciclovia è stata, quindi, confermata e finanziata dai successivi Governi (ministri De Micheli, Toninelli e Giovannini) e, da ultimo, con il PNRR.”.

Ufficio stampa Regione Veneto