"I costi di questa Ciclovia del Garda risultano enormemente sottostimati, inaccettabili e assolutamente insostenibili sia sul piano economico che sociale, anche considerando il momento storico che l'Italia sta vivendo".

Questa la posizione espressa dal Coordinamento Interregionale a tutela del Garda, che nelle ultime ore si è espresso in maniera contraria rispetto alle cifre utili per la realizzazione dell'opera sul Garda bresciano, per quanto concerne l'Unità Funzionale 3.1: Galleria delle Limniadi – Confine Trentino/Lombardia.

Verrà qui realizzata il tratto di circa 100 metri di Ciclovia a fianco della SS 45 bis "su ponte sorretto da pile distaccate dalla struttura muraria esistente e ancorata alla roccia con due campate, tali da garantire la visibilità della struttura muraria ad archi del ponte stradale esistente, mentre a nord del ponte la struttura sarà realizzata a sbalzo".

Opera per la quale è stata deliberata dal Commissario straordinario della Provincia di Trento una spesa di 2 milioni e 180mila euro che, come sottolineato dal Coordinamento, "rapportato ad 1 km di opera corrisponde all'incredibile cifra di 22 milioni di euro", per una spesa complessiva di quasi 77 milioni per l'intero tratto Riva - Limone di circa 9 km.

"Si tratta di una cifra spropositata cui saranno da aggiungere esorbitanti costi di manutenzione per garantire la sicurezza in un tratto così esposto e quindi soggetto a crolli e frane - viene poi specificato -. Il progetto comporta anche un grave e irreversibile impatto paesaggistico e ambientale: non solo si andrà a sfregiare lo straordinario versante roccioso e danneggerà l'ecosistema lacustre, ma anche si altererà il manufatto storico della Gardesana".

Per queste ragioni, il Coordinamento ha annunciato che "promuoverà ogni azione a livello politico, amministrativo e giudiziario al fine di bloccare questa costosissima e devastante opera".