La catena di supermercati Esselunga dirà addio al punto gioco per i bambini presenti all'interno dei punti vendita, con relativa procedura di licenziamento che toccherà anche i dipendenti attivi a Desenzano.

Sono cinque le lavoratrici sulle 35 complessive che dunque vedranno la chiusura del contratto al termine del mese di maggio presso i supermercati Esselunga di Biella, Lissone, Stezzano, Curno, Lecco, Milano, Casalecchio di Reno, Pantigliate e Rho, così come appunto Desenzano.

Come infatti descritto attraverso una nota da Flc, Cigil e Cisl Scuola, "A febbraio del 2024 l'azienda della famiglia Caprotti ha comunicato a Silma s.r.l. che, a seguito di una riorganizzazione dei servizi, avrebbe interrotto gli appalti relativi agli Spazi Gioco Bimbi a cominciare dalla fine di maggio. Come conseguenza, nel mese di aprile, Silma s.r.l. ha fatto presente alle organizzazioni sindacali l'apertura di una procedura di licenziamento collettivo per trentacinque lavoratrici dei centri gioco dei supermercati Esselunga".

"Il primo incontro con i sindacati - si legge inoltre nel comunicato - si è tenuto il 22 aprile e in quella sede Flc Cgil e Cisl Scuola nazionali e dei territori coinvolti, insieme a una rappresentante delle lavoratrici, hanno comunicato a Silma che avrebbero attivato ogni canale possibile per evitare i licenziamenti, nonostante la società abbia sottolineato che le uniche possibilità di ricollocazione del personale sono subordinate al trasferimento in altra sede e al mutamento di mansioni".

Una situazione che vede quindi la ferma contrarietà da parte dei sindacati, i quali sottolineano come "non siamo disposti ad accettare che, ancora una volta, lo strumento dell’appalto consenta al soggetto realmente responsabile della relazione lavorativa di non occuparsi delle conseguenze sociali di un così pesante numero di licenziamenti. La responsabilità della perdita del lavoro che ha colpito trentacinque giovani donne è unicamente di Esselunga, che chiamiamo ad assumersi le proprie responsabilità e a trovare una soluzione per il reimpiego di queste lavoratrici".