Recentemente in alcuni comuni dell’Alto Mantovano, ma anche per quanto riguarda l’area del basso Garda, è emerso un fenomeno alquanto peculiare che riguarda il lavoro pubblico, ovvero la mancanza di candidati per quanto riguarda alcuni concorsi banditi dai comuni della zona.

Si tratterebbe per la maggior parte di figure dotate di una laurea di carattere tecnico, come farmacisti e architetti, ma anche di geometri diplomati e operai specializzati. In particolare si sono registrati due concorsi andati vuoti: uno riguardante due farmacisti da assumere presso le farmacie comunali di Castel Goffredo, prorogato sino a gennaio per penuria di candidati, e l’altro per due operai, emesso dal Comune di Castiglione delle Stiviere, che ha richiesto più di un rinvio prima che si trovassero abbastanza persone pronte a iscriversi. La situazione non migliora per quanto riguarda l’area gardesana, in cui mediamente non vi sono abbastanza candidati per poter formare delle graduatorie riguardanti le categorie tecniche. Per quanto riguarda invece il pubblico impiego di carattere amministrativo, questo non conosce flessioni e risulta ancora essere molto ambito, ne è un esempio plastico il recente concorso indetto a Castiglione delle Stiviere per tre figure impiegatizie, per il quale si sono registrati quasi settanta iscritti.

Difficile dire a cosa sia dovuta, almeno per quanto riguarda i tecnici, questa carenza di persone disposte a lavorare nel pubblico. C’è chi azzarda delle ipotesi di carattere economico, citando la minore prospettiva di guadagno che può offrire il settore pubblico rispetto al privato, anche nei confronti del costo della vita del Garda in costante aumento, così come la fuga di laureati dall’Italia, o la crisi di certuni settori, come quello edile, che hanno portato a una rieducazione delle iscrizioni agli istituti tecnici per geometri e alle facoltà di architettura. Questo fenomeno potrebbe essere anche il sintomo di un’inversione culturale che potrebbe aver reso il pubblico meno desiderabile del privato, anche grazie a quella retorica mediatica che per tutto lo scorso decennio ha fatto fuoco di fila contro all’impiego statale. In ogni caso i comuni dovranno presto trovare soluzioni e attuare politiche atte ad attirare il personale, ove non ritrovarsi nella deleteria situazione di non averne a sufficienza per garantire i servizi pubblici.