Caso Wte: in 17 a processo per lo sversamento di fanghi tossici
Sono 23 in totale gli indagati per il presunto spargimento di sostanze inquinanti su circa 3mila ettari di terreni agricoli nel territorio bresciano
Si è conclusa con la richiesta del Pm di 17 rinvii a giudizio l’udienza preliminare relativa alla vicenda della Wte, l’azienda bresciana con sede a Quinzano d'Oglio attiva anche a Calcinato e Calvisano, finita al centro di un inchiesta nel 2019 per un presunto sversamento di fanghi di depurazione tossici.
Sarebbero circa 150mila le tonnellate di sostanza contaminata spacciata per fertilizzante smaltiti su circa 3mila ettari di terreni agricoli sul territorio bresciano (31 comuni), così come anche in altre province in Lombardia Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Ammessi al processo come parti civili anche le Province di Brescia e Cremona, i Comuni di Calvisano, Lonato e Visano, il comitato Cittadini di Calcinato e il comitato Referendario per l’acqua pubblica.
Sono 23 in totale gli indagati, tra i quali gli imprenditori Giambattista Bonetti e Giuseppe Giustacchini (titolare della Wte), i quali hanno scelto il rito abbreviato. Non si procederà invece nei confronti di Luigi Mille, direttore generale dell’Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po), Cecilia Bandera, Alberto Giustacchini ed Elena Moreni, dipendenti o collaboratori della Wte.
In programma il 7 ottobre e il 4 novembre le prossime due udienze, quando verranno discusse le difese degli imputati.