"Il Governo aumenta il prezzo dei carburanti e scarica la responsabilità sui Gestori, che diventano i destinatari di insulti ed improperi degli automobilisti esasperati. È stata avviata contro la categoria una campagna mediatica vergognosa. Quindi è stato dichiarato lo stato di agitazione su tutta la rete e lo sciopero contro il comportamento del Governo".

Questa essenzialmente la causa che porterà ad un nuovo sciopero della categoria, previsto per il 25 e 26 gennaio, come comunicato attraverso una nota stampa a firma di Faib-Confesercenti, Fegica, Figisc-Confcommercio.

Una decisione presa "per porre fine a questa ondata di fango contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità, le associazioni dei gestori, unitariamente, hanno assunto la decisione di proclamare lo stato di agitazione della categoria, su tutta la rete", attraverso una campagna di controinformazione che vedrà anche la presenza di un presidio sotto Montecitorio.

In contemporanea a questa situazone di difficile gestione, si registra un allentamento dei prezzi alla pompa di benzina, che come segnalato dal Minit si attesta al momento a 1,820 euro al litro al self service e a 1,961 euro al servito, passando a 1,909 euro al litro (servito 2,165) lungo le autostrade.

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