Dopo settimane decisamente complesse sul fronte del caro bollette, con gli italiani costretti a inghiottire un boccone amaro al momento della lettura del temuto importo da versare, non arrivano certo rassicurazioni in vista del proseguo del 2022.

Per quanto riguarda i pesanti rincari per gas ed energia, l’emergenza non è affatto finita! Questo purtroppo il succo di quanto dichiarato da Andrea Cavallini, presidente di A2A Energia e direttore della Business Unit Mercato della multiutility, intervenuto in occasione di un incontro organizzato dalla Fondazione San Benedetto con l’esperto del settore Giambattista Brivio per approfondire il futuro che ci attende da qui in avanti sul fronte energetico.

Nonostante infatti l’impegno garantito da parte dell’azienda per cercare di calmierare l’impatto che un ulteriore aumento dei prezzi potrebbe avere sulla gestione finanziaria di imprese e famiglie, l’aspettativa non è sicuramente rosea e la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente. Il quadro che viene presentato infatti mostra un potenziale rincaro tra i mille e i 1.500 euro annui per gli utenti, un rischio sia per i nuclei familiari, sia (e forse ancor più) per le piccole imprese commerciali, in particolare considerate le ricadute che tutto ciò potrebbe portare all’interno della filiera industriale locale e nazionale: si parla infatti di aziende passate dal pagare 300 mila euro al mese a 1,2 milioni, “cifre impossibili da recuperare”.

La spiegazione di questa costante e drammatica spirale che ha inghiottito le tariffe energetiche, come spiegato proprio da Cavallini, è da ricercare nei contratti stipulati a prezzo fisso con i fornitori nel mercato libero, attualmente in scadenza. “Oltre la metà degli italiani è con il mercato libero, il 90% a prezzo bloccato, gli stessi che in questi mesi non hanno assistito a variazioni o rincari delle utenze. Il problema, però, si sta iniziando già a presentare e continuerà a farlo nei mesi a venire, con la scadenza dei contratti che hanno durata media due anni: i fornitori in questi casi saranno costretti a cambiare l’offerta, aumentando inevitabilmente la tariffa”. (...)

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