Caos bus scolastici sull’Alto Garda: studenti e famiglie insorgono contro i disservizi
Corse irregolari, orari incompatibili e attese infinite: monta la protesta nei comuni di Malcesine, Brenzone e Torri del Benaco
Un nuovo grido di allarme si leva dall’Alto Garda, dove studenti, famiglie e amministrazioni locali denunciano pesanti disservizi relativi al trasporto scolastico che collega centri come Malcesine, Torri del Benaco e Brenzone sul Garda.
Il servizio garantito da BUSVC — il collegamento di fatto tra le frazioni della riviera veronese e i plessi scolastici — risulta compromesso da tagli, orari non allineati e carenze organizzative, come descritto dal quotidiano L'Arena, provocando crescenti proteste da parte degli utenti.
Secondo le segnalazioni raccolte, gli autobus mattutini arrivano troppo presto oppure non coincidono con l’inizio delle lezioni, mentre quelli del pomeriggio spesso saltano o partono con ritardo: per molti ragazzi significa dover attendere ore, ritornare a casa tardi o peggio restare fermi senza alternativa. Le famiglie, esasperate, lamentano una situazione che al momento rende difficile garantire il diritto allo studio, alcune corse risultano insufficienti a coprire la domanda, altre sono affollate all’inverosimile oppure partono da fermate difficili da raggiungere.
Le amministrazioni comunali dei paesi rivieraschi sono infatti tornate a chiedere interventi concreti attraverso unpiano serio e stabile di trasporto scolastico, con corse in orari utili, frequenze adeguate e coordinamento con gli orari delle scuole. Sebbene in passato si fossero avviate trattative per una linea dedicata all’Alto Lago, i cittadini denunciano che quelle soluzioni tardano a materializzarsi, lasciando ancora una volta gli studenti in balìa di un servizio inadeguato.
Nel frattempo, la frustrazione monta tra studenti e genitori: alcuni denunciano di aver perso giorni di scuola per mancanza di mezzi, altri temono conseguenze sul rendimento scolastico dovute a ritardi sistematici. La protesta — almeno per ora — appare come un grido collettivo per ottenere il rispetto di un diritto essenziale, perché la scuola non può essere appesa ad un orario di bus arbitrario.