Bozzoli, confermato l'ergastolo per omicidio: depositate le motivazioni
Confermata la versione che vedrebbe il 39enne bresciano uccidere lo zio Mario Bozzoli per poi gettare il corpo nel forno della fonderia di famiglia
Sono state depositate nelle ultime ore da parte della Corte di Cassazione le motivazioni relative alla condanna definitiva all'ergastolo nei confronti di Giacomo Bozzoli, 39enne bresciano accusato dell'omicidio dello zio Mario Bozzoli a seguito della sua sparizione nell'ottobre del 2015.
In base a quanto ricostruito, l'uomo sarebbe stato gettato nel forno della fonderia di famiglia a Marcheno, versione confermata anche in secondo grado durante il processo, grazie alla collaborazione degli operai Oscar Maggi (per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio) e Giuseppe Ghirardini.
Particolare risalto è stato dato all'esperimento giudiziale messo in atto durante il primo grado, quando venne introdotta nel forno una carcassa di maiale per simulare la dinamica di quanto sarebbe accaduto presso la fonderia: in quell'occasione, viene spiegato dalla Cassazione, "i periti avevano verificato la completa carbonizzazione dell'animale e la polverizzazione dei resti. Ciò dimostrava che il mancato rinvenimento di residui della vittima non entrava in contraddizione con la tesi di accusa, secondo il cui il corpo di Mario Bozzoli sarebbe stato distrutto all'interno del forno grande dello stabilimento di Marcheno”.
Inoltre i giudici hanno inoltre precisato come “la consulente del pubblico ministero – professoressa Cattaneo -, aveva infatti sostenuto che in base alla sua esperienza formatasi essenzialmente in materia di cremazione di salme, all'esito dell'incenerimento si sarebbe dovuta riscontrare la residua presenza di pezzi ossei e dentari riconoscibili anatomicamente, anche se calcinati e sulla base di tale rilievo – smentito appunto dall'esperimento - aveva ritenuto implausibile che la vittima fosse stata introdotta nel forno. La sentenza impugnata chiarisce bene dunque perché l'obiezione della consulenza debba ritenersi superata per effetto dell'esperimento medesimo tornando così plausibile l'inserimento del corpo nel forno”.