Si torna a parlare della situazione del fiume Chiese e del Lago d’Idro con l’audizione dei rappresentanti della Federazione delle associazioni che operano in difesa del corso e dello specchio d’acqua.

In Terza commissione è intervenuto per l'occasione Gianluca Bordiga, Presidente della Federazione delle Associazioni che amano il Fiume Chiese e il suo Lago d’Idro, federazione che raccoglie dal 2020 26 gruppi composti da persone innamorate della cultura e dell’ambiente del territorio.

Depuratore del Garda: in difesa del Chiese

In merito alla prossima realizzazione dei depuratori benacensi, come spiegato dal presidente Bordiga, "La Federazione ha promosso un’impugnativa contro la Conferenza dei servizi che ha dato il via libera alla decisione del commissario straordinario della depurazione del Garda, nominato dal Governo, di realizzare a Gavardo e Montichiari due mega depuratori per la sponda bresciana del Garda".

Un intervento pericoloso e dal costo esorbitante, secondo gli ambientalisti, quando, come starebbe a dimostrare uno studio promosso dalla Federazione, basterebbe ristrutturare il depuratore di Peschiera che non funziona da tempo perché gestito male. I due nuovi mega depuratori, hanno ricordato gli esponenti della Federazione, secondo il progetto scaricherebbero nel Chiese, attraverso 33 stazioni di pompaggio poste a Salò, che implicherebbero costi energetici enormi.

Così il fiume, già provatissimo, diverrebbe, secondo gli ambientalisti, “lo sciacquone del lago di Garda”. Il presidente del gruppo di associazioni ha chiesto l’appoggio della Provincia nella difesa del bacino del Chiese perché venga invertita la rotta mettendo la tutela dell’ambiente al primo posto.

Tutela dall’Adamello alle foci del fiume messo ulteriormente a rischio dai due depuratori che rischiano di essere una “bomba” ecologica e uno strumento per imporre al Trentino (visto che le norme impongono un rapporto tra scarichi e portata di un metro cubo a cinque) la concessione di acqua per motivi sanitari.