Il Lago di Garda risulta il bacino con la maggiore concentrazione di microplastiche tra i 14 laghi montani e subalpini del Nord Italia analizzati nell’ambito di una recente ricerca scientifica. A rilanciare i dati di una recente ricerca scientifica è il WWF Bergamo Brescia, che richiama l’attenzione sulla presenza diffusa di particelle plastiche nei sedimenti lacustri e sulla necessità di interventi per contrastare un fenomeno che interessa anche gli ecosistemi considerati più fragili e incontaminati.

Secondo lo studio, nei sedimenti delle aree di riva del Garda sono state rilevate in media oltre 61 particelle di microplastica per chilogrammo di sedimento, con una quantità che arriva a quasi 667 particelle per metro quadrato, numeri superiori rispetto a quelli registrati negli altri bacini analizzati, compresi il Lago d’Iseo, il Lago d’Idro e i laghi situati ad alta quota.

Il risultato, secondo il WWF, è legato alle particolari caratteristiche del territorio gardesano, circondato da un ampio bacino idrografico, da aree densamente abitate e da una forte presenza turistica, elementi che possono favorire l’arrivo di microplastiche attraverso diverse vie.

Tra le principali fonti di contaminazione vengono indicati gli scarichi fognari e i sistemi di depurazione, che possono veicolare microfibre provenienti dal lavaggio di tessuti sintetici e residui di prodotti per la cura della persona; a incidere sono anche i rifiuti abbandonati lungo le sponde, le attività ricreative legate alla frequentazione del lago e il trasporto atmosferico di particelle provenienti da aree anche lontane.

L’analisi evidenzia inoltre come il problema non riguardi esclusivamente i grandi laghi. Anche i bacini montani, spesso considerati ambienti più protetti, mostrano infatti tracce di contaminazione: "Nessun ecosistema, nemmeno il più remoto, è al sicuro", sottolinea infatti il WWF.

L’associazione ambientalista richiama quindi l’attenzione sulla necessità di ridurre l’impatto della plastica attraverso una serie di comportamenti e interventi mirati, dalla diminuzione dell’utilizzo di materiali monouso alla riduzione dei tessuti sintetici, fino al miglioramento dei sistemi di depurazione e alla promozione di politiche più efficaci contro l’inquinamento.

Tra le azioni indicate dal WWF figurano anche la partecipazione alle iniziative di pulizia delle sponde e una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini rispetto alla gestione dei rifiuti e ai consumi quotidiani.

"Il Lago di Garda è un patrimonio naturale e turistico di valore inestimabile. Proteggerlo dalle microplastiche è una responsabilità collettiva", conclude il WWF Bergamo Brescia, ribadendo la necessità di un impegno condiviso per tutelare l'ecosistema benacense.