Agrivoltaico a Esenta, "Lonato Insieme" solleva dubbi e annuncia un'interpellanza
Nel mirino del gruppo di minoranza le possibili ricadute sul territorio e la necessità di valutare eventuali alternative localizzative
Il progetto dell'impianto agrivoltaico previsto in località Esenta a Lonato approderà in Consiglio comunale attraverso un'interpellanza annunciata dal gruppo di minoranza Lonato Insieme, che ha espresso alcune perplessità sull'intervento chiedendo ora di fare il punto sull'iter autorizzativo e sul ruolo dell'Amministrazione comunale.
Il progetto prevede la realizzazione di un impianto agrivoltaico da 19,27 MWp, con un sistema di accumulo da 6,5 MW e un'area recintata di quasi 27 ettari, un intervento che, secondo la lista, richiede un'attenta valutazione per le possibili ricadute sul territorio agricolo.
"Non siamo contrari alle energie rinnovabili. Chiediamo però che vengano realizzate con criterio, privilegiando prima tetti, capannoni, parcheggi, aree dismesse e superfici già compromesse, invece di occupare grandi estensioni di terreno agricolo", afferma Lonato Insieme attraverso la nota diffusa quest'oggi.
La lista richiama inoltre la normativa europea sulla Valutazione di impatto ambientale, evidenziando come debbano essere considerati gli effetti dei progetti su territorio, suolo, ambiente e popolazione, oltre alle possibili alternative localizzative. Da qui la richiesta di chiarire se, prima di individuare Esenta come sede dell'intervento, siano state valutate soluzioni ritenute meno impattanti.
Tra gli aspetti sollevati figura anche la natura dell'impianto: "Si tratta davvero di agricoltura integrata con produzione energetica o di un grande parco fotovoltaico su suolo agricolo?", domanda il gruppo, facendo riferimento alle dimensioni dell'area interessata, alla recinzione prevista, alle cabine elettriche, alla viabilità interna e all'area destinata alle batterie.
Nel comunicato viene inoltre ricordato che la Provincia di Brescia ha richiesto una serie di integrazioni progettuali, tra cui chiarimenti sulla natura agrivoltaica dell'impianto, sulla dimostrazione del mantenimento dell'80% della produzione agricola, oltre a una relazione sanitaria e a un piano economico-finanziario. Per Lonato Insieme, queste richieste dimostrano che "il progetto non può essere considerato una pratica ordinaria né tantomeno già chiusa".
Con l'interpellanza il gruppo chiederà all'Amministrazione comunale di riferire sullo stato del procedimento, sulle eventuali osservazioni già presentate dal Comune, sulle garanzie richieste per assicurare la prosecuzione dell'attività agricola e sull'eventuale presenza di un Piano energetico comunale o di altri strumenti di programmazione dedicati allo sviluppo delle energie rinnovabili.
Infine viene anche richiamata la scelta di Esenta anche come sede del progetto del depuratore del Garda: "Il punto non è dire no alle rinnovabili, ma decidere dove e come realizzarle. Senza trasparenza, senza una vera valutazione delle alternative e senza tutela del suolo agricolo, il rischio è che Lonato subisca scelte calate dall’alto e perda altri pezzi della propria identità agricola e paesaggistica".