Sabato 28 maggio 2022, alle ore 10,00 presso il parco intitolato alle Vittime di Piazza della Loggia si terrà una cerimonia di commemorazione a cui sono invitate la cittadinanza, le Forze dell’Ordine e le associazioni desenzanesi.

Sempre sabato, alle ore 18,00, presso la Biblioteca Civica di Desenzano del Garda a Villa Brunati si terrà l’incontro dedicato al ricordo e alla riflessione sul dramma, a 48 anni di distanza dal tragico giorno.

Il Sindaco di Desenzano del Garda introdurrà l’evento, che vede la partecipazione dell’avvocato Andrea Vigani, curatore del volume “Un lampo di verità. La sentenza sulla strage di Piazza Loggia” (Liberedizioni) e del giornalista Marcello Zane.

Come noto, il 20 giugno 2017 la Prima Sezione penale della Corte di Cassazione rigetta i ricorsi degli imputati Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, condannati all’ergastolo per la strage di piazza della Loggia da una sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano del 22 luglio 2015. Il dedalo di indagini, processi e sentenze è così giunto a una via d’uscita.

La decisione della Corte Cassazione non significa solo il riconoscimento della colpevolezza degli imputati, la possibilità di collegare due nomi e il gruppo terroristico di cui facevano parte (Ordine Nuovo) alla realizzazione della strage, ma permette di attribuire alla strage stessa una prospettiva storica, in un quadro più ampio. E dunque di ricostruire il contesto storico e politico in cui si muovevano il terrorismo neofascista e Ordine Nuovo, ma anche i depistaggi che hanno intossicato le indagini e che si sono messi in moto nei primissimi giorni dopo la strage, e di cui oggi abbiamo le prove documentali.

Il rapporto tra verità storica e verità processuale rimane un rapporto complesso, irrisolto, e se questa sentenza, non risponde a ogni domanda e non riempie ogni vuoto, rappresenta senz’altro un passaggio di straordinaria importanza per l’affermazione di una verità giudiziaria per piazza della Loggia, e per la ricostruzione di quella stagione delle bombe e delle stragi a cui oggi, anche grazie a questa sentenza, possiamo attribuire la comune matrice del terrorismo neofascista.

Tutta la cittadinanza è invitata.